I forti sconosciuti da tutti a Messina e la curiosità sorprendente che cambia il modo di guardarli

I forti umbertini di Messina dominano lo Stretto con una storia militare unica e una curiosità poco nota che sorprende ogni visitatore.

05 gennaio 2026 18:00
I forti sconosciuti da tutti a Messina e la curiosità sorprendente che cambia il modo di guardarli - Foto: Fantastic_00/Wikipedia
Foto: Fantastic_00/Wikipedia
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I forti umbertini che circondano Messina appaiono oggi come sentinelle silenziose, sparpagliate tra colline, promontori e vallate che guardano lo Stretto. Sono costruzioni massicce, pietre che raccontano una fase decisiva della storia italiana, quando la città era considerata uno dei punti strategici più delicati dell’intero Mediterraneo. Passeggiare intorno a queste strutture significa entrare in un tempo diverso, fatto di ingegneria militare, calcoli precisi e un’idea di difesa che non si sarebbe più ripetuta in questa forma.

Un sistema difensivo imponente nato in un periodo di cambiamento

I forti umbertini furono costruiti tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento, quando l’Italia unita stava definendo i suoi confini e doveva proteggere i punti considerati più vulnerabili. Lo Stretto di Messina era uno di questi: un corridoio naturale che collegava due mari e rappresentava una porta d’accesso privilegiata alla Sicilia. Da qui l’esigenza di creare un sistema di difesa continuo, formato da fortificazioni distribuite in modo da comunicare visivamente tra loro, quasi a creare una rete invisibile che avvolgeva l’intera area.

A colpire è la varietà di strutture: ogni forte ha una sua caratteristica specifica, una posizione studiata per garantire copertura e controllo su un settore preciso. Alcuni sono incastonati in creste rocciose, altri nascosti da rilievi che li rendono quasi invisibili a distanza. Tutti rivelano un’attenzione maniacale al dettaglio, dalla disposizione dei corridoi alle feritoie, dalle gallerie interne agli spazi per l’artiglieria. Non erano semplici edifici militari, ma organismi complessi progettati per resistere a colpi diretti e per ospitare uomini, armi e scorte per lunghi periodi.

Un’eredità che ha superato guerre, terremoti e trasformazioni del territorio

Molti di questi forti non entrarono mai realmente in azione, ma la loro presenza rimase fondamentale. Il terribile terremoto del 1908 li mise alla prova, e diversi resistettero meglio di molte costruzioni civili, segno di una progettazione robusta e lungimirante. Dopo la Prima Guerra Mondiale cambiarono gli schemi militari, e queste fortificazioni persero progressivamente la loro funzione originaria. Nonostante ciò, continuarono a essere utilizzate in varie forme, attraversando decenni di trasformazioni fino a diventare testimonianze storiche di un’epoca segnata da tensioni politiche e grandi progetti strategici.

Oggi, molte di queste strutture sono visitabili o osservabili da percorsi panoramici, e raccontano non solo la storia militare dell’isola, ma anche quella urbanistica e sociale di Messina. In alcuni punti, i forti sembrano mimetizzarsi nel paesaggio, quasi fossero diventati parte integrante delle colline. In altri casi riemergono con tutta la loro imponenza, mostrando stanze, corridoi e postazioni che fanno immaginare cosa significasse essere di stanza in un luogo così isolato e allo stesso tempo così centrale per la difesa dello Stretto.

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