Il monastero di San Placido Calonerò e la curiosità secolare che Messina non ha mai dimenticato
Il monastero di San Placido Calonerò, immerso nei colli di Messina, custodisce una storia antica e una curiosità sorprendente e poco nota.
Il monastero di San Placido Calonerò appare tra le alture a sud di Messina come un complesso che sembra aver dialogato per secoli con il paesaggio. La pietra, gli archi sobri, il silenzio che circonda l’intero pianoro: ogni elemento suggerisce una lunga continuità storica. Non è un edificio nato per imporsi, ma per durare, mantenendo intatto quel legame tra la vita religiosa e la struttura territoriale che, in quest’area, ha avuto un ruolo centrale sin dall’età medievale. Chi visita questo luogo percepisce immediatamente quanto la sua presenza abbia influenzato la vita dei dintorni, diventando nel tempo un riferimento culturale e spirituale.
Dalle origini benedettine alla forma attuale, una storia modellata dai secoli
Il monastero affonda le sue radici nella tradizione benedettina e nella figura di san Placido, discepolo di san Benedetto e protagonista della diffusione dell’ordine nell’area messinese. Il complesso, nella sua forma attuale, deve molto alle ricostruzioni e ai rinnovamenti avvenuti tra Cinquecento e Seicento, quando la struttura venne ampliata e riadattata alle esigenze della comunità monastica. La parte architettonica più significativa testimonia proprio questo periodo, con un chiostro pensato per coniugare ritualità e vita quotidiana, cortili armoniosi e ambienti che conservano ancora oggi la sobrietà claustrale dell’epoca.
Una delle caratteristiche più affascinanti del monastero è la sua capacità di adattarsi alle trasformazioni storiche senza perdere identità. La posizione leggermente isolata ha permesso di proteggere l’impianto originario, mentre i restauri successivi hanno restituito leggibilità alle linee rinascimentali. La struttura è diventata nel tempo anche un luogo di formazione, accogliendo istituzioni educative che hanno continuato a far vivere questi spazi con funzioni nuove ma coerenti con l’atmosfera del complesso.
Il rapporto con Messina e un territorio sospeso tra fede, lavoro e tradizioni
Il monastero ha svolto per secoli un ruolo importante nella vita della zona, sia per l’influenza religiosa sia per il controllo delle campagne circostanti, dove i monaci gestivano terreni agricoli e attività legate alla produzione locale. Il rapporto con Messina è sempre stato stretto, pur mantenendo la distanza necessaria alla vita monastica. La comunità riconosceva questo luogo come una presenza stabile, un punto di riferimento anche nei periodi più complessi della storia cittadina.
La sua posizione strategica, affacciata sul territorio senza dominarlo con arroganza, ha permesso al monastero di attraversare terremoti, crisi sociali e cambiamenti politici mantenendo un’identità precisa. È un luogo che racconta la storia non attraverso monumenti appariscenti, ma attraverso la continuità: cortili, scale, corridoi e ambienti che conservano tracce delle generazioni passate e della vita quotidiana dei monaci.
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