Ponte sullo Stretto di Messina: "Alcuni degli ingegneri della società giapponese IHI"
Ponte sullo Stretto di Messina: il post social con gli ingegneri giapponesi di IHI riaccende l’attenzione sul progetto definitivo
Sui social della Ponte sullo Stretto di Messina è comparso un post che, a prima vista, sembra solo una foto di gruppo. In realtà, quell’immagine racchiude anni di studio, competenze rare e aspettative enormi. Il post mostra alcuni ingegneri della società giapponese IHI, figure di altissimo profilo che gravitano attorno a uno dei progetti più discussi e ambiziosi della storia infrastrutturale italiana.
Competenza contro rumore
Il dibattito sul ponte non è mai stato solo tecnico. Spesso è stato inquinato da opinioni prive delle competenze necessarie, alimentando confusione e diffidenza. Opere di questo livello non sono alla portata di un ingegnere “generico”: valgono le stesse regole di una centrale nucleare di terza o quarta generazione, dove solo pochissimi professionisti al mondo possono davvero esprimersi con cognizione di causa. Per i grandi ponti sospesi di terza generazione la logica è identica: parlano i fatti, non gli slogan.
Il cuore della notizia
Ed è qui che arrivano le informazioni chiave. Come si legge nel post social del Ponte sullo Stretto di Messina, nella foto compaiono gli ingegneri giapponesi di IHI che lavoreranno alla costruzione dell’opera e che hanno già firmato il progetto definitivo. Se l’iter burocratico – storicamente l’ostacolo più arduo in Italia – verrà finalmente completato, potranno arrivare in Calabria e Sicilia i migliori ingegneri giapponesi, danesi, americani, spagnoli e di molte altre nazioni. Il ponte non è un’opera qualunque: è il ponte sospeso a campata unica di terza generazione più grande del mondo, motivo per cui il progetto porta firme di livello planetario. La realizzazione attiverà decine di migliaia di posti di lavoro, un indotto economico senza precedenti per Messina e Reggio Calabria e un impatto strutturale sull’economia del Mezzogiorno. Durante i sei anni di cantiere, le due città vedranno crescere servizi, attività commerciali e risorse disponibili come mai prima, mentre a regime l’opera contribuirà a ridurre i circa 7 miliardi di euro annui di danni economici legati all’insularità della Sicilia. Guardare avanti, oggi, significa lasciare lavorare i migliori tecnici del mondo e scegliere il futuro. 🚧🌍
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