Sequestro di beni per 1 milione di euro: la Polizia di Messina agisce contro due fratelli coinvolti in attività mafiose
Sequestro da 1 milione di euro a due fratelli di Oliveri: scandali e collusioni con la mafia emergono nei più recenti sviluppi. 🔍💰
SEQUESTRO PATRIMONIALE DA UN MILIONE DI EURO A OLIVERI: DUE FRATELLI NELLE RETI DELLA MAFIA
Messina, 5 gennaio 2026 – La Polizia di Stato di Messina ha recentemente effettuato un significativo sequestro patrimoniale del valore di quasi un milione di euro, colpendo due fratelli dimoranti nel comune di Oliveri. Il provvedimento è stato emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Messina, su proposta congiunta del Procuratore della Repubblica e del Questore della città.
I fratelli coinvolti sono rispettivamente un ex dirigente dell’Ufficio Tecnico del comune di Oliveri e un ingegnere libero professionista. Questo intervento è frutto di complesse indagini condotte dalla Procura della Repubblica e dalla Divisione Anticrimine della Questura, tese a smascherare gli illeciti arricchimenti patrimoniali riconducibili alle condotte di entrambi.
L’ex dirigente pubblico è stato accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, avendo abusato del proprio ruolo tra il 2000 e il 2012. Attraverso la sua posizione, si sarebbe reso complice della consorteria mafiosa dei “barcellonesi”, facilitando gli appalti pubblici in favore di imprese legate alla mafia e segnalando imprenditori da estorcere.
Un modus operandi ben consolidato, quello dell’ex dirigente, che sfruttava il suo ruolo di presidente della commissione di gara per pilotare le assegnazioni degli appalti e facilitare illeciti profitti per sé e il fratello. Anche dopo la sua scarcerazione, nel 2023, le indagini hanno rivelato continui tentativi di mantenere influenze sulla macchina amministrativa del comune.
Dall’altro lato, l’ingegnere, pur non essendo ancora stato condannato, è stato oggetto di mirate indagini patrimoniali. È emerso che molti imprenditori interessati a progetti edilizi erano costretti a fare ricorso ai suoi servizi, sotto la minaccia di ostacoli burocratici posti dal fratello nel suo incarico pubblico.
Le azioni di entrambi i fratelli hanno avuto ripercussioni gravose sulla comunità locale, che ha subito estorsioni e illecito condizionamento nell’assegnazione di lavori pubblici. Le operazioni di polizia hanno portato al sequestro di sei unità immobiliari possedute dall’ingegnere, ritenute fittiziamente intestate a congiunti, con un valore complessivo di 965.130 euro.
Le indagini non si fermano qui: il Tribunale di Messina dovrà ora pronunciarsi sulla confisca dei beni e potenzialmente sull’applicazione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza nei confronti dei due fratelli. Questo caso evidenzia l’importanza delle misure previste dal Codice Antimafia e il costante impegno delle forze dell’ordine nel contrastare l’illegalità organizzata.
Resta quindi da seguire l’evolversi della situazione legale, con l’auspicio che la giustizia possa fare il proprio corso nel rispetto dei diritti di tutte le parti coinvolte.
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