Frode ai fondi UE nel settore agricolo: operazione in Sicilia, arresti e sequestri per oltre 361.000 euro

Procura Europea e Carabinieri eseguono sei misure cautelari, sequestri e 22 informazioni di garanzia per presunti 1,47 mln di contributi illeciti.

A cura di Redazione
19 febbraio 2026 12:22
Frode ai fondi UE nel settore agricolo: operazione in Sicilia, arresti e sequestri per oltre 361.000 euro -
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La Procura Europea e i Carabinieri per la Tutela Agroalimentare di Salerno e Messina hanno eseguito un'importante operazione contro una presunta truffa ai danni dell'Unione Europea nel settore degli aiuti agricoli, con provvedimenti emessi dal GIP del Tribunale di Messina. L'intervento ha interessato le province di Catania, Messina, Enna, Trapani e Siracusa e ha portato all'adozione di sei misure cautelari nei confronti di altrettanti imprenditori agricoli.

Nel dettaglio, a uno degli indagati è stato applicato l'arresto domiciliare con braccialetto elettronico, a un altro l'obbligo di dimora, mentre per quattro imprenditori è scattato il divieto di esercitare attività di impresa che legittimino richieste di contributi comunitari o statali e il divieto di ricoprire uffici direttivi per la durata di un anno.

È stato disposto il sequestro preventivo di titoli PAC e di beni mobili e immobili per un valore complessivo fino a 361.283,97 euro, ritenuto parziale profitto dei reati contestati, a fronte di un presunto ammontare di contributi illecitamente ottenuti pari a circa 1,47 milioni di euro. Tra i beni sottoposti a sequestro figurano circa 60.000 euro in titoli PAC Agea, altri 60.000 euro tra conti correnti e conti titoli, due terreni agricoli in provincia di Messina e due appartamenti in provincia di Catania. Sono state inoltre notificate 22 informazioni di garanzia ad altrettanti indagati coinvolti, a vario titolo, nel procedimento.

Dettagli e modalità contestate

L'indagine ha preso avvio dall'individuazione di una migrazione anomala di numerosi fascicoli aziendali da Centri di Assistenza Agricola (CAA) siciliani verso strutture analoghe nelle province di Salerno e Latina, attività ritenuta finalizzata a eludere i controlli delle autorità competenti. Gli investigatori, attraverso l'analisi delle consistenze aziendali, dei rapporti societari e dei flussi di titoli, terreni e denaro, hanno delineato l'esistenza di un articolato presunto sodalizio criminale dedito all'indebito percepimento di aiuti comunitari destinati al comparto agricolo (FEAGA), con l'inganno dell'Organismo Pagatore Agea.

Secondo l'ipotesi accusatoria, il presunto sistema avrebbe previsto la creazione di aziende fittizie, l'acquisizione fraudolenta di titoli PAC dalla riserva nazionale e l'inserimento nelle consistenze aziendali di terreni mai effettivamente concessi o falsamente dichiarati come usucapiti. I proventi illeciti sarebbero stati poi movimentati tra diversi conti societari o reinvestiti, anche tramite la partecipazione ad aste pubbliche, con l'obiettivo di ostacolarne la tracciabilità e di occultarne la presunta origine delittuosa.

L'operazione rappresenta una nuova azione di contrasto alle frodi che danneggiano i bilanci dello Stato e dell'Unione Europea da parte della specialità dei Carabinieri per la Tutela Agroalimentare, operante alle dipendenze funzionali del Ministero dell'Agricoltura. La Procura Europea ha coordinato l'attività investigativa con l'obiettivo, secondo l'accusa, di interrompere la prosecuzione delle condotte illecite e di tutelare gli imprenditori agricoli che rispettano le regole.

Gli atti restano amministrati nell'ambito di un procedimento penale: le responsabilità degli indagati sono da considerarsi, fino a sentenza definitiva, ipotesi accusatorie. Vale la regola della presunzione di innocenza per tutte le persone coinvolte mentre le indagini e gli accertamenti continuano.

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