Messina: nato a 25 settimane e 800 g, il “piccolo guerriero” torna a casa dopo intervento al cuore

Dimesso dall'AOU G. Martino il neonato prematuro operato per la chiusura del dotto di Botallo; monitoraggio in ambulatorio di follow up.

20 febbraio 2026 10:23
Messina: nato a 25 settimane e 800 g, il “piccolo guerriero” torna a casa dopo intervento al cuore - Credit Foto Azienda Ospedaliera Universitaria Gaetano Martino
Credit Foto Azienda Ospedaliera Universitaria Gaetano Martino
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Un neonato nato a 25 settimane di gestazione e con un peso di appena 800 grammi è stato dimesso dall'AOU G. Martino di Messina dopo un percorso clinico complesso e un intervento salvavita al cuore. Il parto è stato spontaneo e precipitato; il piccolo, definito in reparto un “piccolo guerriero”, è tornato a casa già da alcuni giorni e continuerà il monitoraggio in ambulatorio.

L’équipe dell’unità operativa complessa di Patologia e TIN, diretta dalla Prof.ssa Eloisa Gitto, ha seguito il caso rientrante nella categoria dei cosiddetti “grandi prematuri”. Il risultato finale è stato riferito come positivo, nonostante le molteplici difficoltà tipiche della prematurità affrontate durante la degenza.

Durante la permanenza in reparto il neonato ha presentato le complicanze più comuni legate alla nascita estremamente prematura: distress respiratorio, necessità di ventilazione sia invasiva sia non invasiva e una gestione nutrizionale particolarmente delicata. Dopo la stabilizzazione clinica il bambino è stato avviato al percorso di dimissione con piano di controllo e riabilitazione dedicato.

Intervento chirurgico e motivazione

Il neonato ha subito un intervento chirurgico per la chiusura del dotto di Botallo eseguito dall’équipe di cardiochirurgia pediatrica di Taormina direttamente all’interno dell’unità di Patologia neonatale e TIN. Il dotto arterioso (dotto di Botallo) è un vaso che collega l’arteria polmonare all’aorta durante la vita fetale e normalmente si chiude entro pochi giorni dopo la nascita.

Nei neonati estremamente prematuri la chiusura spontanea del dotto non si verifica in circa il 30% dei casi: la sua persistenza può causare sovraccarico del lavoro cardiaco, iperafflusso polmonare e insufficienza respiratoria. Quando la terapia farmacologica non è efficace, è necessaria una chiusura tempestiva con procedura chirurgica per evitare ulteriori compromissioni respiratorie e cardiache.

L’operazione effettuata al letto del neonato ha permesso di risolvere la situazione critica senza dover trasferire il paziente in sala operatoria dedicata, riducendo rischi legati al trasporto e favorendo la continuità delle cure neonatali.

Dopo la dimissione il bambino sarà seguito dall’ambulatorio del follow up del neonato a rischio dell’AOU G. Martino. Il registro clinico e il monitoraggio specialistico mirano a individuare precocemente eventuali sequenze di sviluppo e garantire interventi tempestivi, mantenendo al centro la prognosi a lungo termine e la qualità dell’assistenza fornita alla famiglia.

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