Padre e figlio trovati morti a Zafferia: ipotesi malore e isolamento
Nessun segno di violenza né intossicazione, l'autopsia al Papardo chiamata a chiarire le cause
La sera dell'8 febbraio 2026 due uomini, padre e figlio, sono stati trovati senza vita all'interno di un'abitazione di via Giovan Filippo De Lignamine, nel quartiere Zafferia di Messina. L'allarme è stato dato da un altro figlio residente fuori città, preoccupato per l'impossibilità di mettersi in contatto con il familiare che assisteva quotidianamente il padre. Le Volanti della polizia, giunte sul posto, hanno dovuto entrare forzando una finestra e hanno rinvenuto i corpi all'interno dell'appartamento.
Indagini e prime valutazioni
I primi rilievi degli investigatori non hanno evidenziato segni di violenza né elementi che faccino pensare a un'intossicazione da monossido di carbonio: nell'abitazione non sarebbero state trovate stufe o altre fonti di combustione. Al momento non risulta aperta alcuna notizia di reato. Secondo una prima valutazione del medico legale Daniela Sapienza, i decessi risalirebbero alle ultime 72 ore, ma il quadro resta da confermare.
Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c'è quella di un malore improvviso che avrebbe colpito il figlio — già affetto da patologie — e che avrebbe impedito la prosecuzione dell'assistenza al padre, allettato e completamente dipendente. Questa ricostruzione resta tuttavia una ipotesi: sarà l'autopsia a fornire elementi certi sulle cause dei decessi.
Procedura giudiziaria e accertamenti successivi
Il magistrato di turno è stato informato e ha disposto il trasferimento delle salme all'obitorio dell'ospedale Papardo, dove sono attualmente a disposizione dell'autorità giudiziaria. L'autopsia, già disposta, è considerata l'accertamento decisivo per stabilire se i decessi siano riconducibili a cause naturali o se emergano elementi che impongano ulteriori indagini.
Le forze dell'ordine continueranno i rilievi tecnici e le verifiche sui contatti e sulla situazione sanitaria dei due uomini per ricostruire la dinamica degli ultimi giorni.
Il contesto umano: fragilità e isolamento
La vicenda solleva interrogativi sul tema della solitudine e della fragilità nelle cure familiari: padre e figlio convivevano e erano entrambi con condizioni di salute molto precarie, mentre l'altro figlio viveva fuori Messina e ha lanciato l'allarme solo dopo giorni di mancati contatti. La tragedia, al di là dell'iter giudiziario, segna il peso di un dramma umano consumato forse nel silenzio di una casa e richiama l'attenzione sulla rete di assistenza per persone non autosufficienti.
Fino all'esito dell'autopsia, disposta dall'autorità giudiziaria, le cause precise dei decessi restano aperte a verifiche e nessuna ipotesi può esser confermata in via definitiva.
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