Pantelleria: il mare restituisce un altro corpo, migrante senza nome ritrovato al largo
L'ultimo ritrovamento al largo di Pantelleria si aggiunge a una serie di salme sulle coste siciliane dopo il ciclone; identificazioni impossibili.
Il mare ha restituito un altro corpo al largo di Pantelleria: si tratta, secondo la stampa locale, di un migrante senza nome ritrovato in avanzato stato di decomposizione. Il cadavere era privo di documenti e non sono emersi elementi utili per l'identificazione, solo abiti logorati dal mare.
L'episodio si inserisce in un quadro più ampio: nei giorni scorsi lungo le coste siciliane, tra Trapani, Marsala, Mazara e l'isola di Pantelleria, il mare ha restituito diverse salme. Il bilancio dei ritrovamenti è salito in modo drammatico, con decine di corpi recuperati e, secondo quanto riportato, migliaia di persone risultano disperse dopo i naufragi collegati al recente evento meteorologico.
A Custonaci, nel cimitero comunale, sono stati sepolti due corpi rinvenuti davanti alla contrada Frassino. Alla cerimonia di sepoltura era presente il sindaco Fabrizio Fonte; un sacerdote ha benedetto i due corpi senza nome in un momento di silenzio e preghiera. Anche in questi casi, alle salme sono stati attribuiti solo numeri per la tumulazione.
Le vittime ritrovate sarebbero legate ai naufragi avvenuti nei giorni del ciclone che ha investito il Mediterraneo centrale. Il progressivo ritorno di corpi sulle coste rende evidente la portata dell'emergenza e le difficoltà nel ricostruire l'identità delle persone coinvolte quando i corpi sono in avanzato stato di decomposizione.
Reazioni e cerimonie
La Ong Mediterranea Saving Humans ha ricordato le vittime con una cerimonia in mare al largo di Trapani, davanti alla località della Colombaia. Durante la messa in mare è stata recitata una preghiera 'dei giovani ai giovani del Mediterraneo' e letto un testo del vescovo mons. Pietro Maria Fragnelli, ispirato al brano 'Un'onda perfetta' di The Sun. L'iniziativa ha voluto dare voce al lutto collettivo per i naufragi fantasma e richiamare l'attenzione pubblica sulla crisi umanitaria.
Lo stato dei recuperi, la mancanza di documenti e il numero elevato di dispersi pongono questioni pratiche e umanitarie: la difficoltà di identificazione, le sepolture anonime e la necessità di una risposta coordinata per il recupero delle salme e l'assistenza ai sopravvissuti. Al momento, le informazioni disponibili provengono da fonti locali e da organizzazioni presenti in mare; resta aperta la necessità di ulteriori accertamenti e di aggiornamenti dalle autorità competenti.
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