Sollevamento rapido nello Stretto di Messina: terrazzi marini datati <0,5 Ma, tassi >2,5 mm/anno
Studio su Tectonics (12 feb 2026) rivede le età dei terrazzi e stima tassi di sollevamento e fagliazione superiori alle stime precedenti.
Un nuovo studio pubblicato il 12 febbraio 2026 su Tectonics rivede in modo significativo le età dei terrazzi marini nello Stretto di Messina e in Calabria meridionale. I ricercatori, integrando diverse metodologie, concludono che i terrazzi situati a quote tra 1,0 e 1,3 km sono molto più giovani di quanto finora ritenuto: tutte le età risultano inferiori a 0,50 Ma, circa la metà della stima ampiamente citata di 1,0 ± 0,2 Ma.
Metodi e dati
Lo studio utilizza una combinazione di geocronologia ⁴⁰Ar/³⁹Ar ad alta precisione, correlazioni stratigrafiche, analisi geomorfologica e strutturale. Questa integrazione ha permesso di rivalutare le successioni costiere e di attribuire età più recenti alle superfici marneggianti. Gli autori evidenziano la robustezza dei risultati grazie alla concordanza tra misure radiometriche e osservazioni geomorfologiche.
Cos'è un terrazzo marino?
Un terrazzo marino è una superficie pianeggiante o lievemente inclinata lungo la costa, formata dall'erosione d'onda nella zona di battigia e successivamente preservata in quota per effetto di sollevamento tettonico, fluttuazioni del livello del mare (eustasia) o una combinazione di entrambi. Nel caso studiato, la presenza di terrazzi a quote elevate è attribuita principalmente al sollevamento della costa tra Calabria e Sicilia.
Risultati quantitativi: tassi di sollevamento e fagliazione.
La nuova cronologia implica un tasso medio di sollevamento superiore a 2,5 mm/anno per il terrazzo più elevato. Inoltre, le faglie normali che intersecano i terrazzi mostrano tassi di rigetto variabili fino a 1,0 mm/anno. Questi valori superano le stime tradizionali e indicano una dinamica tettonica più rapida nell'area.
Implicazioni scientifiche e applicative
Le implicazioni sono profonde per la ricostruzione evolutiva dell'area: tassi di sollevamento più elevati richiedono la revisione dei modelli geodinamici locali e possono influenzare le stime relative a rischio sismico, subsidenza e storia della linea di costa. Gli autori sottolineano che tali risultati potrebbero rendere necessarie nuove valutazioni sulle relazioni tra deformazione crostale, attività delle faglie e processi costieri.
Nota editoriale: lo studio cita immagini e ulteriori materiali di supporto (link indicato dagli autori nei commenti della pubblicazione). Il lavoro, essendo pubblicato su Tectonics il 12 febbraio 2026, andrà ora confrontato con dati geologici e geodetici indipendenti per valutare la portata delle revisioni proposte e definire eventuali implicazioni per la mitigazione del rischio in un'area densamente popolata come lo Stretto di Messina.
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