Allarme epatite A: tutto quello che bisogna sapere

Aumento dei casi, divieto di consumo in locali pubblici e raccomandazioni per prevenire i contagi: cosa sapere subito.

27 marzo 2026 09:26
Allarme epatite A: tutto quello che bisogna sapere -
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Emergenza epatite A: i dati più recenti indicano un aumento marcato dei casi, con una diffusione del virus HAV stimata circa 10 volte superiore alla media dell'ultimo decennio e 41 volte rispetto all'ultimo triennio.

Secondo le raccomandazioni dell'ASP, è opportuno non consumare frutti di mare crudi neppure a domicilio e seguire le linee guida dell'ASP per l'acquisto e il consumo in sicurezza.

Come si trasmette e quali sono i sintomi

L'epatite A è un'infezione acuta del fegato causata dal virus HAV, che si trasmette per via oro-fecale: ingestione di acqua o cibi contaminati o contatto stretto con persone infette. Il virus è presente nelle feci già 7-10 giorni prima della comparsa dei sintomi; il periodo di incubazione varia in genere da 15 a 50 giorni. Tra i sintomi più frequenti: febbre, nausea, malessere, dolore addominale, urine scure e ittero. Nei bambini l'infezione può essere asintomatica.

Nella trasmissione alimentare un ruolo rilevante lo hanno i molluschi bivalvi (cozze, vongole, ostriche), che possono accumulare particelle virali filtrando acque contaminate. Anche acqua non sicura, frutta, verdura e frutti di bosco possono veicolare il virus.

Cosa fare per ridurre il rischio

Le misure pratiche e immediate includono l'eliminazione del consumo di molluschi crudi o poco cotti. Per i prodotti a rischio:

  • Per i molluschi bivalvi: evitare consumo crudo, “appena aperto” o solo parzialmente cotto. La cottura deve proseguire fino a che il prodotto risulti ben cotto in modo uniforme.
  • Per i frutti di bosco: distinguere tra freschi e surgelati. I frutti di bosco freschi vanno lavati accuratamente sotto acqua potabile prima del consumo; quelli surgelati o congelati devono essere portati a ebollizione a 100 °C per almeno 2 minuti prima dell'uso (raccomandazione dell'Istituto Superiore di Sanità), e non utilizzati crudi per guarnire dolci, yogurt o macedonie.
  • Acquistare solo da rivenditori autorizzati, verificando etichettatura, tracciabilità e modalità di conservazione; evitare prodotti di dubbia provenienza o venduti fuori dai canali ufficiali.

Igiene personale e in cucina: regole quotidiane

Le buone pratiche igieniche sono essenziali e semplici da applicare:

  • Lavare le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi prima di cucinare, prima di mangiare, dopo il bagno, dopo il cambio del pannolino e dopo aver assistito persone malate.
  • Separare alimenti crudi e cotti; usare utensili e taglieri diversi o lavarli accuratamente tra un uso e l'altro.
  • Sanificare piani di lavoro, coltelli, lavelli e superfici dopo la manipolazione di alimenti crudi.
  • Lavare frutta e verdura da consumare crude sotto acqua corrente potabile.
  • Bere solo acqua sicura; non usare acqua non controllata per bere, lavare alimenti o preparare ghiaccio.
  • Non preparare cibo per altri se si hanno sintomi compatibili con epatite o disturbi gastrointestinali, fino a valutazione medica.

Vaccinazione e gestione dei contatti

La vaccinazione è la misura preventiva più efficace. È particolarmente raccomandata per i contatti di casi confermati e per le persone a rischio. In caso di esposizione recente la valutazione medica deve essere tempestiva: la vaccinazione post-esposizione e, in situazioni selezionate, la somministrazione di immunoglobuline sono più efficaci quanto prima vengono effettuate. Chi è stato a stretto contatto con un caso confermato deve rivolgersi immediatamente al proprio medico o ai Servizi di Prevenzione della ASL per la valutazione e le indicazioni.

Si raccomanda di consultare un medico in presenza di sintomi quali nausea persistente, forte stanchezza, dolore addominale, urine scure, feci chiare o ittero. La maggior parte dei casi guarisce completamente, ma il decorso può essere più severo negli adulti anziani e nelle persone con patologie epatiche preesistenti.

Coordinamento regionale e sorveglianza

Per la gestione dell'evento sono attivi i Dipartimenti di Prevenzione delle ASL, l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e la rete tecnico-scientifica attivata dalla Direzione Generale per la Tutela della Salute – Settore Prevenzione Collettiva e Sanità Pubblica e Veterinaria. Le autorità sanitarie stanno intensificando la sorveglianza, l'analisi delle fonti di contagio e le attività di informazione rivolta a cittadini ed esercenti.

Le raccomandazioni pubbliche restano: evitare cibi a rischio, osservare misure igieniche stringenti e rivolgersi tempestivamente ai servizi sanitari in caso di esposizione o sintomi sospetti. L'informazione corretta e la diagnosi precoce restano strumenti chiave per contenere la diffusione dell'infezione.

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