È morto Nitto Santapaola, il boss catanese condannato per le stragi: aveva 87 anni

È deceduto a Milano il boss Benedetto 'Nitto' Santapaola, detenuto al 41‑bis; la Procura ha disposto l'autopsia.

A cura di TAGMOOD Redazione
02 marzo 2026 21:34
È morto Nitto Santapaola, il boss catanese condannato per le stragi: aveva 87 anni -
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È morto nel pomeriggio di lunedì 2 marzo 2026 nel reparto carcerario dell'ospedale San Paolo di Milano il boss mafioso catanese Benedetto "Nitto" Santapaola, aveva 87 anni. La notizia conferma il decesso di uno dei protagonisti delle stagioni più violente di Cosa Nostra in Sicilia.

Il detenuto, sottoposto al regime del 41‑bis nel carcere di Opera dopo la cattura il 18 maggio 1993, era stato ricoverato il 25 febbraio scorso per problemi di salute che si erano poi aggravati, con il successivo trasferimento nel reparto medico riservato ai reclusi in regime di carcere duro. La Procura di Milano ha disposto l'autopsia.

Percorso giudiziario e accuse

Nato a Catania il 4 giugno 1938, Santapaola è stato ritenuto uno dei principali leader del clan Santapaola‑Ercolano e figura di primo piano nella criminalità organizzata etnea a partire dagli anni Settanta. Fu condannato in via definitiva all'ergastolo come mandante di numerosi omicidi e stragi, tra cui la strage di Capaci (23 maggio 1992) e la strage di via D'Amelio (luglio 1992), nelle quali persero la vita i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino con i loro uomini di scorta.

Nel suo curriculum giudiziario compaiono inoltre accuse e condanne per reati di associazione mafiosa, traffico di droga e omicidi tra i quali è citato anche l'omicidio del generale dei Carabinieri Carlo Alberto dalla Chiesa e della moglie Emanuela Setti Carraro, oltre all'uccisione del giornalista Pippo Fava nel 1984, fatti che ne hanno segnato la responsabilità nella lunga stagione di violenza mafiosa.

Santapaola mantenne stretti legami con i corleonesi e con figure come Totò Riina, ed è stato ritenuto un attore chiave nelle alleanze e nelle strategie che caratterizzarono gli anni Ottanta e Novanta della lotta allo Stato.

Fu arrestato l'18 maggio 1993 nell'operazione denominata «Orsa Maggiore», che seguì a una lunga latitanza di undici anni e alle testimonianze del collaboratore di giustizia Claudio Severino Samperi. L'operazione portò a centinaia di provvedimenti cautelari contro affiliati al clan; il processo, avviato nel 1994, si concluse con la conferma delle condanne in Cassazione nel 2003.

Durante la detenzione al 41‑bis si è sempre ritenuto che Santapaola potesse aver continuato a influenzare il proprio clan dall'interno del carcere, una circostanza ricorrente nei procedimenti contro i vertici mafiosi. Con la sua morte si chiude un capitolo giudiziario e simbolico legato a fatti che hanno segnato decenni di storia giudiziaria e civile in Italia.

Le autorità giudiziarie hanno avviato le procedure formali successive al decesso: la Procura di Milano ha disposto l'autopsia per accertare le cause della morte e procedere agli adempimenti di competenza.

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