Messina, sequestrati oltre 810mila euro per presunta indebita percezione di bonus edilizi

La Guardia di Finanza di Messina ha eseguito un sequestro preventivo da oltre 810.000€ nei confronti di due persone e una cooperativa per ipotesi di frode sui bonus edilizi.

A cura di Redazione
27 marzo 2026 14:17
Messina, sequestrati oltre 810mila euro per presunta indebita percezione di bonus edilizi -
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La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Messina, su delega della Procura della Repubblica locale, ha eseguito oggi un sequestro preventivo di oltre 810.000 euro nei confronti di due persone fisiche e di una società cooperativa a loro riconducibile. Il provvedimento, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Messina, è scaturito da un'indagine sulle presunte illecite percezioni di bonus edilizi ed eco bonus.

I reati contestati agli indagati sono, a vario titolo, l'indebita percezione di erogazioni pubbliche e l'autoriciclaggio. Le investigazioni, coordinate dalla Procura e condotte dai finanzieri della Compagnia di Milazzo, sono partite dall'analisi di movimentazioni bancarie sospette che hanno fatto emergere giroconti verso un conto intestato a una cooperativa sociale operante nell'ambito dell'assistenza per anziani e disabili.

Dettagli dell'indagine

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i flussi finanziari sequestrati avrebbero origini in un istituto bancario che aveva monetizzato, a favore degli indagati, i crediti fiscali relativi ai cosiddetti "ecobonus", "sismabonus" e "bonus facciate", ceduti tramite la piattaforma per la cessione dei crediti dell'Agenzia delle Entrate. In pratica, i presunti benefici fiscali sarebbero stati convertiti in liquidità dalla banca e fatti confluire sui conti riconducibili alla cooperativa.

Gli accertamenti avrebbero evidenziato che i due indagati, nelle istanze telematiche presentate all'Agenzia delle Entrate, avrebbero reso dichiarazioni mendaci sui requisiti necessari per accedere agli incentivi: non avrebbero mai affidato i lavori di efficientamento energetico o sismico a imprese edili né ricevuto fatture corrispondenti agli importi auto-certificati. Inoltre, per uno degli indagati sono emersi dati catastali inesistenti, mentre l'altro non risulta né proprietarioconduttore dell'immobile indicato e non avrebbe effettuato alcuna comunicazione di inizio lavori agli uffici comunali competenti.

Le verifiche hanno altresì rilevato che, nel periodo in cui sarebbero stati monetizzati i crediti giudicati inesistenti, uno degli indagati percepiva il Reddito di Cittadinanza, circostanza segnalata dagli inquirenti come elemento investigativo integrativo.

La misura cautelare reale disposta dal GIP è finalizzata a preservare la disponibilità delle somme contestate in vista dell'ulteriore fase istruttoria. Gli accertamenti proseguono e potrebbero coinvolgere ulteriori riscontri documentali e bancari per ricostruire l'intera catena delle operazioni finanziarie.

Nell'esercizio del diritto di cronaca la Procura e la Guardia di Finanza hanno precisato che il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari: gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a sentenza irrevocabile e il provvedimento di sequestro potrà essere revocato o ridotto qualora emerga l'assenza di responsabilità o venga disposta la restituzione dei beni agli aventi diritto.

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