Sigonella negata agli Usa: Crosetto blocca l'uso della base per operazioni verso l'Iran
Il ministro Crosetto ha rifiutato l'autorizzazione dopo che aerei americani, armati e già in volo, prevedevano un atterraggio a Sigonella.
L'Italia ha negato l'autorizzazione all'uso della base di Sigonella per operazioni dirette verso l'Iran. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il capo di Stato maggiore della difesa, Luciano Portolano, avrebbe contattato il ministro della Difesa Guido Crosetto per segnalare che alcuni aerei statunitensi, già in volo e armati, prevedevano l'atterraggio a Sigonella prima di proseguire verso il Medio Oriente. La decisione finale è stata di non consentire l'utilizzo della base catanese per tali missioni.
La notizia, ancora in aggiornamento, nasce dalla verifica dello Stato maggiore dell'Aeronautica che avrebbe rilevato come i movimenti non fossero voli logistici ordinari. Fonti citate dal quotidiano sottolineano che la comunicazione sul piano di volo sarebbe arrivata mentre gli aerei erano già in volo, e che i vertici militari italiani non sarebbero stati preventivamente consultati su un coinvolgimento operativo della base.
La vicenda ha suscitato richieste di chiarimento dai gruppi parlamentari siciliani del Movimento 5 Stelle, che hanno sollecitato un'informativa urgente al ministro e l'adeguata comunicazione al Parlamento secondo le prassi. Al momento non risultano note ufficiali dal Ministero della Difesa o dallo Stato maggiore con dettagli completi sull'episodio; fonti giornalistiche riportano esclusivamente il quadro ricostruito in prima battuta.
Sigonella, base in provincia di Catania, è una delle installazioni italiane impiegate anche per attività congiunte con paesi alleati: per questo il suo eventuale uso operativo in teatri esteri è soggetto a procedure di autorizzazione e coordinamento politico-militare. Nel caso emerso, la verifica interna avrebbe quindi portato a distinguere tra voli di natura logistica e operazioni con finalità offensive, con la conseguente negativa all'impiego.
I prossimi sviluppi riguarderanno eventuali comunicazioni formali del governo e del comando militare, nonché possibili interrogazioni parlamentari. Le autorità competenti sono indicate come chiamate a fornire chiarimenti sulle modalità di informazione preventiva e sul rispetto delle procedure quando installazioni italiane vengono coinvolte, anche indirettamente, in operazioni estere. La vicenda resta in evoluzione e verrà aggiornata non appena saranno disponibili fonti ufficiali.
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