Tensioni in Medio Oriente: petrolio in rialzo e primi rincari anche in Sicilia
Attacchi tra Stati Uniti, Israele e Iran e la riduzione del traffico nello Stretto di Hormuz fanno salire i prezzi. È corsa al pieno in Sicilia
Attacchi e reazioni nel Golfo: gli ultimi raid attribuiti agli Stati Uniti e a Israele in Iran e la risposta iraniana nell'area mediorientale stanno già avendo effetti sui mercati energetici, con un forte rialzo delle quotazioni del petrolio. Si registrano aumenti del carburante anche in Sicilia.
Dati e segnali di mercato
Il Codacons segnala come le quotazioni di petrolio e gas siano già salite, e che i primi effetti si riflettono sui listini dei carburanti. I dati elaborati dal Codacons sulla base dei numeri del MIMIT indicano che il prezzo medio nazionale della benzina in modalità self è passato da 1,672 euro/litro del 27 febbraio a 1,681 euro/litro del 2 marzo. Per il gasolio la media nazionale nello stesso periodo è salita da 1,723 a 1,736 euro/litro.
Il Codacons mette inoltre in guardia sui possibili effetti a catena: aumenti che potrebbero estendersi nel breve periodo a bollette energetiche e ai prezzi dei beni trasportati, qualora la tensione persista e l'offerta si mantenesse compressa.
Effetti locali: prime ripercussioni in Sicilia
Anche a livello territoriale si iniziano a registrare movimenti: nelle principali città siciliane, tra cui Catania, Palermo e Messina, si segnalano i primi aumenti dei prezzi alla pompa. Questo fenomeno ha generato anche fenomeni di acquisti anticipati, con le prime corse al pieno e preoccupazione tra gli automobilisti per la possibilità di restare senza carburante.
I gestori e le autorità locali non hanno riportato, al momento, interruzioni nella distribuzione ma la situazione resta monitorata, anche in considerazione della dinamica dei mercati internazionali.
Cosa osservare nelle prossime ore
Con i fattori geopolitici che rimangono il principale elemento di rischio, gli operatori e i consumatori dovranno seguire l'andamento dei prezzi del petrolio, le comunicazioni ufficiali su flussi marittimi nello Stretto di Hormuz e gli aggiornamenti di MIMIT e associazioni come il Codacons. Se la riduzione del traffico dovesse prolungarsi, è plausibile aspettarsi ulteriori ripercussioni sui listini e sui costi per le famiglie e le imprese.
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