Abbandono rifiuti: 1.038 beccati dalle fototrappole nel 2025, in Sicilia 5.000 episodi

Fototrappole di Vitruvio Tech registrano illegalità diffuse tra città, periferie e campagne; cresce il rischio sanitario per le combustioni.

A cura di Redazione
03 aprile 2026 12:53
Abbandono rifiuti: 1.038 beccati dalle fototrappole nel 2025, in Sicilia 5.000 episodi -
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Sono 1.038 le persone colte in flagranza dalle fototrappole nel solo 2025 mentre abbandonavano rifiuti lungo strade, boschi e torrenti: un dato che mette in luce come l'illecito sia ancora radicato, nonostante anni di controlli e campagne. Il fenomeno non è limitato alla città: in Sicilia gli occhi elettronici installati da Vitruvio Tech hanno registrato 5.000 episodi in 24 comuni monitorati.

La lotta contro l'abbandono è condotta dal Comune insieme alla polizia municipale, ma i numeri dimostrano che il problema resta strutturale. I soggetti individuati non sono quasi mai evasori anonimi: secondo Vitruvio Tech, si tratta spesso di cittadini regolarmente iscritti agli elenchi comunali che tuttavia rifiutano o ignorano le norme della differenziata.

"L'abbandono dei rifiuti è una piaga culturale prima ancora che un reato", afferma Massimiliano Nenni, socio amministratore di Vitruvio Tech. «La nostra esperienza sul campo demolisce un falso mito: non parliamo quasi mai di evasori della Tari… È un sistema che va interrotto. Voltarsi dall'altra parte non è più un'opzione tollerabile».

Danni ambientali e tipologie di rifiuti

Oltre al danno estetico e al degrado del decoro urbano, c'è un serio rischio sanitario: chi brucia i cumuli d'immondizia può liberare diossina, sostanza altamente tossica per chi respira i fumi. Tra i materiali più frequentemente abbandonati si segnalano giocattoli, arredi, scrivanie, tubature, materiali da risulta e RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche).

Le aree più colpite restano campagne e periferie, ma non mancano abbandoni anche vicino a cestini pubblici, cassonetti e punti di raccolta per olio esausto e indumenti usati. Le strade isolate diventano spesso il teatro del cosiddetto "mordi e fuggi": l'automobilista accosta, scarica nel anonimato e riparte.

L'azione di sorveglianza con fototrappole, come quella messa in funzione da Vitruvio Tech, ha fornito dati concreti per interventi mirati: identificazione dei responsabili, sanzioni e possibili campagne di sensibilizzazione per invertire la tendenza. Il quadro emerso indica però che la mancanza di consapevolezza e la resistenza alle regole della differenziata sono elementi chiave da affrontare.

Il fenomeno segnalato richiede quindi una doppia risposta: da un lato controlli e sanzioni per scoraggiare l'illecito; dall'altro educazione ambientale e servizi adeguati che rendano facile e accessibile la corretta gestione dei rifiuti. Senza interventi coordinati, spiegano gli operatori sul campo, il problema rischia di restare una ferita aperta per l'ambiente e la salute pubblica.

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