Forza d'Agrò, arrestato il sindaco: accuse su false residenze che avrebbero inciso sulle elezioni
Miliadò sospeso, due consiglieri con misure cautelari: la procura ipotizza un'associazione per delinquere e 59 residenze false su 96 verificate.
Arresti e sospensione. Il sindaco di Forza d'Agrò, Bruno Miliadò (movimento Insieme), è stato arrestato e sospeso dalla carica: la Prefettura di Messina, tramite il Palazzo del Governo, ha disposto la sospensione ieri pomeriggio. Contestualmente sono state eseguite misure cautelari anche nei confronti dei consiglieri comunali Emanuele Giuseppe Di Cara e Joseph Bondì. Miliadò e Di Cara si trovano agli arresti domiciliari, mentre per Bondì è stato disposto il divieto di dimora. L'inchiesta è coordinata dalla Procura e ha coinvolto i carabinieri di Taormina nelle indagini svolte nelle ultime ore.
Dettagli dell'indagine
Al centro dell'attività investigativa, secondo l'accusa, c'è un'associazione per delinquere finalizzata alla formazione di atti pubblici falsi, connessa alla gestione delle richieste di cambio di residenza per ottenere più voti alle urne. Le ipotesi di reato riguardano la formazione e l'utilizzo di attestazioni non veritiere per incidere sull'esito delle elezioni amministrative dell'8 e 9 giugno 2024.
Le verifiche dei carabinieri hanno preso in esame 96 richieste di trasferimento di residenza: su queste, 59 risulterebbero false o irregolari. Le residenze segnalate dagli indagati sarebbero state indicate in immobili inesistenti, appartamenti non abitati o in strutture riconducibili agli stessi soggetti indagati, tra cui stabilimenti balneari e camere d'albergo. Gli investigatori descrivono il sistema come strutturato, con attestazioni che avrebbero potuto modificare il corpo elettorale locale.
Dall'inchiesta emerge anche che le misure cautelari sono state differenziate tra i vari soggetti coinvolti e che per alcune richieste di provvedimenti il giudice per le indagini preliminari ha respinto l'istanza, dimostrando un quadro processuale non uniforme e in evoluzione.
Contesto locale e precedenti denunce
Forza d'Agrò è un comune di circa 500 abitanti: la notizia ha suscitato sorpresa e preoccupazione in una comunità solitamente descritta come tranquilla. La vicenda riporta alla luce anche un precedente segnale di allarme: il gruppo di opposizione "L'Alba di un nuovo sole", guidato da Carmela (Melina) Gentile, aveva già segnalato anomalie nelle elezioni comunali del 2019, quando perse per soli 17 voti.
Gentile racconta di aver presentato allora osservazioni sulle cifre tra residenti e votanti senza ottenere risposta dagli organi competenti. A conclusione delle ultime amministrative del 2024 il gruppo di opposizione ha nuovamente trasmesso una richiesta alla Prefettura, che ha portato alle indagini culminate negli arresti di queste ore. "Restiamo fiduciosi nell'operato della magistratura e degli investigatori - ha dichiarato Gentile - e aspettiamo la conclusione del procedimento, ma è ovvio che ci sentiamo truffati politicamente".
La vicesindaco Cristina Santoro assumerà la guida del Comune fino a un eventuale reintegro del primo cittadino o alla sua decadenza, e fino a nuove elezioni se queste dovessero rendersi necessarie. Gli sviluppi processuali saranno determinanti per il calendario amministrativo del piccolo centro.
Le indagini restano in corso: la procura e i carabinieri proseguono con accertamenti sui legami tra le residenze contestate e gli atti amministrativi che le hanno accompagnate, mentre la comunità di Forza d'Agrò attende chiarimenti e la verifica definitiva delle responsabilità penali e amministrative.
11.4°