Lavoro nero e sfruttamento a Barcellona Pozzo di Gotto: 58 lavoratori irregolari, sanzioni per 570.000 €

Guardia di Finanza, INPS e Ispettorato del Lavoro scoprono 27 lavoratori in nero e retribuzioni non tracciate in due impianti di carburante.

22 aprile 2026 12:22
Lavoro nero e sfruttamento a Barcellona Pozzo di Gotto: 58 lavoratori irregolari, sanzioni per 570.000 € -
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I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina, con la collaborazione degli ispettori delle Direzioni Provinciali INPS e dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro, hanno effettuato controlli in due imprese del settore commercio al dettaglio di carburante a Barcellona Pozzo di Gotto (ME), rilevando l'impiego di 27 lavoratori in nero e 31 lavoratori irregolari e contestando sanzioni amministrative per un importo complessivo di circa 570.000 euro.

L'intervento e i risultati principali

Il servizio, eseguito dalla Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto, rappresenta il proseguimento di una precedente attività di polizia giudiziaria delegata dalla Procura della Repubblica di Messina, diretta dal dott. Giuseppe Verzera. L'accertamento ha riguardato il periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2024 e ha documentato un diffuso ricorso al lavoro non dichiarato e a modalità di retribuzione prive di tracciabilità.

Violazioni accertate

Le verifiche hanno evidenziato condotte riconducibili sia a responsabilità amministrative sia a profili penali già oggetto di attività giudiziaria. In particolare sono state riscontrate le seguenti anomalie:

  • Impiego di 27 lavoratori completamente in nero e ulteriori 31 posizioni irregolari rispetto alla normativa sul lavoro.

  • Retribuzioni spesso corrisposte senza alcuna tracciabilità, con conseguente evasione degli obblighi previdenziali e assistenziali.

  • Indicazione in busta paga di un monte ore giornaliero inferiore rispetto ai turni effettivi: turni di 8 ore registrati come 6 ore e 40 minuti.

  • Mancata o parziale corresponsione delle maggiorazioni per straordinario diurno/notturno, delle indennità per festività, nonché delle mensilità aggiuntive (tredicesima e quattordicesima), con casi in cui gli importi erogati venivano poi richiesti in restituzione in contanti.

L'attività odierna ha dunque avvalorato, sotto il profilo sanzionatorio, gli elementi già raccolti nell'ambito dell'indagine penale.

Nel precedente sviluppo investigativo, risalente all'ottobre 2025, la Procura aveva disposto l'applicazione della misura degli arresti domiciliari nei confronti degli stessi datori di lavoro, ritenuti responsabili del reato di sfruttamento nei confronti di 9 lavoratori addetti alla gestione delle colonnine di erogazione.

L'accertamento amministrativo ha pertanto integrato il quadro probatorio con la contestazione di violazioni che hanno determinato l'irrogazione di sanzioni per un totale di circa 570.000 euro, oltre a potenziali riflessi sulle posizioni contributive e assicurative evase.

Le attività sono frutto di un intervento congiunto tra forze di polizia economico-finanziaria e ispettorati del lavoro, finalizzato al contrasto delle forme di sfruttamento e all'emersione del lavoro sommerso nel settore del carburante per autotrazione a livello locale. Ulteriori determinazioni relative agli aspetti giudiziari e amministrativi sono demandate alle competenti autorità coinvolte.

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