Mafia a Barcellona Pozzo di Gotto: 30 anni ai presunti killer di Giovanni Perdichizzi

La gup Pastore ha condannato in primo grado Salvatore Bucolo e Giovanni Crinò per l'omicidio avvenuto il 1° gennaio 2013 al bar Jolly.

A cura di Redazione
30 aprile 2026 14:14
Mafia a Barcellona Pozzo di Gotto: 30 anni ai presunti killer di Giovanni Perdichizzi -
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La prima sentenza per l'omicidio del capodanno 2013 a Barcellona Pozzo di Gotto è arrivata dopo 13 anni: la gup Ornella Pastore ha inflitto 30 anni di reclusione a Salvatore Bucolo (36 anni) e a Giovanni Crinò (40 anni), detto "roccia". I due sono stati ritenuti responsabili dell'omicidio di Giovanni Perdichizzi, ucciso il 1° gennaio 2013 alle 19:30 nel corso di una sparatoria al bar Jolly, nel rione Sant'Antonio.

Il pubblico ministero della Dda di Messina, Francesco Massara, aveva chiesto in udienza il 19 marzo la pena di 30 anni per entrambi e la gup ha accolto la tesi dell'accusa, disponendo la condanna in primo grado. Si tratta della prima pronuncia giudiziaria definitiva sul delitto che aveva segnato l'apertura dell'anno 2013 a Barcellona in un clima di confronto a fuoco tra fazioni mafiose locali.

Contesto e ricostruzione del delitto

Perdichizzi, allora 41 anni, era considerato uno degli emergenti nella gerarchia della mafia barcellonese. Il suo omicidio avvenne a poche settimane da quello di Giovanni Isgrò, 21enne ucciso il 2012-2013 davanti al salone da barba "Hair fashion", episodi che vennero letti dagli inquirenti come fasi di una vera e propria guerra di mafia cittadina. Per anni il caso era rimasto senza sviluppi pubblici fino alle rivelazioni dei pentiti.

Tra i collaboratori di giustizia che hanno fornito elementi decisivi figura Marco Chiofalo: le sue indicazioni, secondo gli inquirenti, sono state poi confermate dalle attività investigative che hanno portato all'imputazione di Bucolo e Crinò.

Percorso processuale e sviluppi investigativi

Le indagini della Dda di Messina e l'attività dei Ros portarono agli arresti dei presunti autori nel 2025. Successivamente il Tribunale del Riesame aveva però annullato la misura cautelare nei confronti di Crinò e, più di recente, aveva rimesso in libertà Bucolo, decisioni che avevano complicato il percorso processuale fino al dibattimento conclusosi con la condanna di ieri.

La sentenza della gup rappresenta il primo giudizio di merito sul delitto dopo anni di indagini a intermittenza: ora si attende la pubblicazione delle motivazioni e l'eventuale prosecuzione del procedimento in sede di appello, dove la posizione degli imputati potrà essere nuovamente valutata.

La vicenda riporta al centro l'attenzione sulle dinamiche mafiose nel territorio di Barcellona Pozzo di Gotto e sulla dipendenza delle indagini dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, elementi che hanno ridato impulso alle indagini e condotto alla definizione di questo processo di primo grado.

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