Messina: lavoro in nero in tre ristoranti, percepivano reddito di cittadinanza e indennità

Dieci lavoratori scoperti in nero durante controlli della Guardia di Finanza e ispettori INPS: scattate sospensioni e maxi-sanzioni.

A cura di Redazione
01 aprile 2026 14:44
Messina: lavoro in nero in tre ristoranti, percepivano reddito di cittadinanza e indennità -
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Messina. La Guardia di Finanza, con il supporto degli ispettori INPS, ha scoperto lavoratori impiegati in nero in tre ristoranti della città. Dalle verifiche è emerso che alcuni dipendenti percepivano contemporaneamente reddito di cittadinanza o indennità di disoccupazione mentre svolgevano prestazioni non dichiarate, con conseguenti provvedimenti amministrativi contro i titolari.

Dettagli dei controlli

I controlli hanno riguardato complessivamente dieci dipendenti impiegati presso le tre attività ispezionate. Gli accertamenti hanno rilevato significative irregolarità nell'impiego di manodopera non regolarmente assunta, con il conseguente recupero dei versamenti contributivi relativi alle prestazioni svolte in nero e delle indennità indebitamente percepite.

Le attività ispettive sono state svolte congiuntamente tra la Guardia di Finanza e gli ispettori dell'INPS, che hanno valutato sia la posizione previdenziale dei lavoratori sia l'eventuale indebita fruizione di prestazioni sociali.

Provvedimenti e sanzioni

Nei confronti dei titolari delle tre aziende sono stati emessi provvedimenti di sospensione dell'attività imprenditoriale, motivati dal fatto che l'impiego di lavoratori in nero superava il 10% della manodopera regolarmente assunta. Inoltre è stata contestata la cosiddetta maxi sanzione, una pena pecuniaria la cui entità varia in funzione dei giorni di impiego del personale non dichiarato.

Secondo quanto comunicato, gli importi della maxi sanzione possono oscillare da un minimo di 1.950 euro fino a oltre 46.800 euro, in base ai parametri previsti dalla normativa in materia di lavoro irregolare.

Implicazioni immediate

Le azioni svolte dagli organi di controllo si sono tradotte nell'avvio di procedimenti amministrativi finalizzati al recupero economico delle somme indebitamente corrisposte e alla tutela della correttezza del mercato del lavoro. I provvedimenti di sospensione intendono altresì contrastare comportamenti che alterano la concorrenza leale e la tutela dei diritti dei lavoratori.

Ulteriori sviluppi potranno emergere nel corso degli accertamenti e delle eventuali contestazioni formali da parte dei soggetti coinvolti; al momento le attività ispettive hanno portato a sospensioni, recuperi contributivi e multe amministrative.

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