Sicilia, artigianato a rischio: Confartigianato segnala grave carenza di giovani

Il report 'Focus lavoro 1 maggio' indica che oltre la metà delle 31.570 assunzioni previste per il 2025 sarà difficilmente coperta.

A cura di Redazione
30 aprile 2026 12:40
Sicilia, artigianato a rischio: Confartigianato segnala grave carenza di giovani -
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Un allarme sul futuro dell'artigianato siciliano: senza giovani il settore rischia di fermarsi. È il quadro che emerge dal report dell'Osservatorio Mpi di Confartigianato, "Focus lavoro 1 maggio", che evidenzia una criticità strutturale nel reperimento di manodopera, soprattutto tra gli under 30.

Dati principali del report

  • Il comparto artigiano in Sicilia coinvolge 131.347 lavoratori (pari al 15,8% dell'occupazione regionale) e genera il 7,2% del valore aggiunto regionale (4,6% del valore aggiunto dell'artigianato italiano).

  • Per il 2025 sono previste 31.570 nuove entrate nel settore; di queste 16.720 sono giudicate di difficile reperimento (53,0% del totale), contro una media nazionale del mercato del lavoro del 42,0%.

  • Tra gli under 30, la situazione è più grave: su 8.250 giovani ricercati dalle imprese artigiane 4.910 risultano irreperibili (59,5%).

Il report segnala inoltre che la formazione dei nuovi assunti richiede tempi lunghi: in media oltre un anno per rendere pienamente operative le nuove risorse. Per questo molte imprese preferiscono trattenere i lavoratori anche in periodi di calo produttivo, trasformando la carenza di manodopera in un vincolo organizzativo strutturale.

Trend demografici e composizione per età

La difficoltà di reperire giovani è il riflesso di una trasformazione demografica profonda. Nei prossimi 25 anni la popolazione over 65 in Sicilia è prevista in aumento del 20,3%, mentre la fascia under 35 dovrebbe diminuire del 29,6%.

Nei dieci anni 2015-2024 tra gli artigiani autonomi si registra un forte invecchiamento: gli over 55 sono aumentati del 34,5%, mentre gli under 35 sono diminuiti del 53,7%. Tra i lavoratori dipendenti, nel periodo 2014-2024 gli over 55 sono cresciuti del 103,1%, rispetto a una variazione del 27,8% tra gli under 35, secondo il report.

Questa dinamica aumenta la domanda di ingresso di giovani: per il 2025 la quota di under 30 tra le assunzioni programmate dalle imprese artigiane sale al 26,1% (era 24,8% nel 2021), un segnale che va controtendenza rispetto al mercato del lavoro complessivo, dove la quota giovanile scende al 23,2%.

Profili richiesti e impatto sulla competitività

Le imprese cercano in prevalenza profili operativi e tecnici legati ai mestieri tradizionali e specializzati: muratori, elettricisti, meccanici, autotrasportatori, falegnami, idraulici, ma anche acconciatori, estetisti, panettieri e pastai.

Secondo il report, l'inserimento dei giovani non è solo risposta alla carenza di manodopera: molte imprese lo considerano una leva strategica per la competitività, paragonabile a investimenti in innovazione, tecnologia e formazione, perché favorisce il ricambio generazionale e l'integrazione tra competenze tradizionali e digitali.

Richieste di Confartigianato e scenari politici

Per Emanuele Virzì, presidente di Confartigianato Sicilia, i numeri «non lasciano spazio a interpretazioni: siamo di fronte a un'emergenza strutturale». Virzì chiede una risposta politica articolata: politiche attive del lavoro più efficaci, un rilancio della formazione tecnica e professionale e un collegamento stabile tra scuola e impresa.

Il report sottolinea come queste misure siano necessarie non solo per soddisfare la domanda immediata di manodopera, ma per garantire il ricambio generazionale e la tenuta del sistema produttivo artigiano regionale.

Senza interventi mirati e tempestivi, avverte Confartigianato, il rischio per l'artigianato siciliano è duplice: non solo un rallentamento della crescita, ma la possibile compromissione della capacità produttiva di un settore che rimane centrale per l'economia regionale.

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