Università di Messina: Seminario sul Ruolo della Contiguità nelle Mafie e le Sfide Legali Attuali

Il seminario di UniMe esplora le insidiose contiguità alle mafie. Esperti illuminano il dibattito su norme e sfide attuali. 🔍💼⚖️

A cura di Redazione Redazione
22 aprile 2026 13:46
Università di Messina: Seminario sul Ruolo della Contiguità nelle Mafie e le Sfide Legali Attuali -
Condividi

Ampio dibattito al seminario “Sulla contiguità alle mafie” all’Università di Messina

L’Università di Messina ha ospitato ieri, 21 aprile 2026, il secondo incontro del ciclo di seminari promosso dal Centro Studi sulle Mafie, intitolato “Sulla contiguità alle mafie”. L’evento ha visto la partecipazione di figure di spicco, come i dott.ri Liliana Todaro e Sebastiano Ardita, Sostituti Procuratori Aggiunti di Catania, protagonisti di un dibattito incisivo sulle attuali problematiche legate all’infiltrazione mafiosa.

Il seminario ha preso avvio con i saluti istituzionali del Presidente del Centro, prof. Luigi Chiara, seguiti dall’introduzione della Direttrice, prof.ssa Maria Teresa Collica. La prof.ssa Collica ha delineato il concetto di “contiguità”, evidenziando le sfide normative nel distinguere tra le forme minori definite dal legislatore e la più complessa figura del concorso esterno in associazione mafiosa. La docente ha messo in luce come questo fenomeno si manifesti in vari settori, dall’imprenditoria alle istituzioni, complicando ulteriormente la distinzione tra pratiche lecite e illecite.

La dott.ssa Liliana Todaro ha offerto un’analisi approfondita del quadro normativo, mettendo in evidenza un paradosso significativo: nonostante l’esistenza di un apparato repressivo articolato e variegato, la definizione giuridica di associazione mafiosa risulta ancora non pienamente delineata. Secondo la Todaro, è urgente una riformulazione normativa che possa abbracciare le manifestazioni contemporanee del fenomeno mafioso. Si è soffermata anche sulle criticità del delitto di scambio elettorale politico-mafioso, il quale ha subito riforme legislative ma continua a presentare incertezze applicative.

Intervenendo, il dott. Sebastiano Ardita ha portato una prospettiva pragmatica, illustrando casi storici emblematici per evidenziare le difficoltà nell’applicazione dell’art. 416-bis. Un caso significativo menzionato è quello dei fratelli Costanzo, dove l’assunzione di membri dei clan per gestire affari imprenditoriali fu considerata dai giudici come “inesigibile”. Ardita ha accolto i progressi fatti, ma ha ribadito l’importanza di un intervento legislativo chiaro che possa definire in modo preciso quali comportamenti siano perseguibili, limitando le zone d’ombra legate a queste pratiche.

Il dibattito finale ha messo in luce la preoccupazione comune dei relatori riguardo al recente arretramento del diritto penale nella Pubblica Amministrazione. I relatori hanno sottolineato come la tendenza a depotenziare le normative anti-corruzione e le limitazioni sulle intercettazioni siano particolarmente pericolose in un contesto in cui le infiltrazioni mafiose nel settore pubblico stanno aumentando. Questa situazione rischia di indebolire l’efficacia delle misure di contrasto contro le organizzazioni mafiose.

In conclusione, il seminario ha offerto uno spaccato significativo sulle complessità della lotta contro la mafia, sottolineando l’urgenza di un intervento normativo mirato e incisivo. La comunità accademica e istituzionale sembra dunque avere un ruolo cruciale nell’affrontare queste sfide fondamentali, per assicurare un futuro più sicuro e libero dall’influenza mafiosa.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Il Fatto di Messina