Bronzi di Riace, allarme da un docente Unime: «Basi antisismiche a rischio cedimento»
Daniele Castrizio segnala criticità nelle basi antisismiche che sorreggono i Bronzi di Riace; esperti chiedono verifiche immediate.
Un allarme tecnico mette a rischio uno dei simboli del patrimonio archeologico italiano. Il docente dell'Università di Messina Daniele Castrizio, archeologo e professore ordinario di Numismatica greca e romana al Dicam, ha reso noti i risultati di studi secondo i quali le basi antisismiche su cui poggiano i Bronzi di Riace presenterebbero criticità tali da configurare un potenziale rischio di cedimento in caso di sollecitazioni rilevanti.
La notizia, anticipata dalle segnalazioni del docente, pone al centro la vulnerabilità degli allestimenti strutturali che custodiscono i bronzi nel Museo Nazionale della Magna Grecia.** I Bronzi, capolavori della scultura greca del V secolo a.C., sono tra i reperti più preziosi e iconici della Calabria e dell'Italia: la loro conservazione dipende non solo da interventi di tutela conservativa ma anche da garanzie strutturali e sismiche dell'esposizione.
Gli studi condotti da Castrizio, come riferito, avrebbero evidenziato criticità nella capacità delle basi di assorbire e trasferire sollecitazioni sismiche.** Al momento il dettaglio delle analisi tecniche non risulta integralmente pubblicato, e l'ipotesi di rischio è presentata come un invito a procedere con verifiche più approfondite piuttosto che come una diagnosi definitiva.
Non risultano al momento dichiarazioni ufficiali da parte del Museo Nazionale della Magna Grecia o del Ministero della Cultura. È dunque urgente, secondo esperti del settore, che le autorità competenti e le strutture tecnico-scientifiche attivino sopralluoghi, monitoraggi e rilievi geotecnici per valutare lo stato delle fondazioni e dell'impianto antisismico su cui poggiano le statue.
Richieste e prossimi passi
La comunità scientifica e gli operatori museali richiedono verifiche immediate, monitoraggio continuo e un piano d'intervento. Tra le misure indicate figurano ispezioni strutturali da parte di ingegneri specializzati, installazione di sensori per il monitoraggio sismico e dinamico, e l'eventuale riprogettazione o rinforzo delle basi con tecnologie antisismiche aggiornate.
Le implicazioni per la tutela del patrimonio sono evidenti: un cedimento potrebbe provocare danni irreparabili alle statue. Per questo motivo la tempestività nell'effettuare controlli e la trasparenza sulle risultanze degli studi assumono carattere di interesse pubblico.
La Calabria è area sismica; la questione non riguarda soltanto i Bronzi ma la gestione preventiva dei beni culturali. Il richiamo lanciato da Castrizio riapre un tema già noto agli operatori del settore: la necessità di integrare competenze archeologiche, conservazione e ingegneria strutturale per mettere in sicurezza i reperti più vulnerabili.
Per ora la comunità scientifica attende la pubblicazione dettagliata delle analisi e una risposta ufficiale dalle istituzioni. Nel frattempo, la raccomandazione unanime degli esperti è di non posticipare ulteriori verifiche tecniche, per evitare che un problema prevenibile diventi danno irreversibile per uno dei simboli artistici del paese.
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