Rinvio a giudizio per cinque tecnici dopo la morte di Francesco Maniaci: incidente sull'autostrada Messina‑Palermo

Il gup dispone il processo per omissioni nella manutenzione degli alberi: la famiglia chiede verità sulla caduta del grosso pino.

A cura di Redazione
19 maggio 2026 14:14
Rinvio a giudizio per cinque tecnici dopo la morte di Francesco Maniaci: incidente sull'autostrada Messina‑Palermo -
Condividi

Il giudice per l'udienza preliminare Gregorio Balsamo ha disposto il rinvio a giudizio di cinque persone per la morte di Francesco Maniaci, il medico che il 9 ottobre 2023 ha perso la vita dopo lo schianto dell'auto contro un albero caduto sulla carreggiata dell'autostrada Messina‑Palermo, nei pressi di Campofelice di Roccella. La vittima, residente a Sant'Agata di Militello, stava raggiungendo Trapani per motivi di lavoro.

I cinque imputati, indicati come responsabili o direttori dei lavori nell'ambito delle attività tecniche e manutentive demandate al Consorzio Autostrade Siciliane, sono Salvatore Giacobbe, Tommaso D’Arrigo, Dario Natoli, Dario Costantino e Luciano Bastino. Il decreto di rinvio a giudizio è stato emesso al termine dell'udienza preliminare tenuta presso il tribunale di Termini Imerese.

Imputazioni e ricostruzione dei fatti

Secondo l'accusa, rappresentata dalla Procura e riportata dall'avvocato della famiglia, Massimiliano Fabio, le condotte contestate sono omissioni relative alla mancata programmazione degli interventi di potatura e messa in sicurezza degli alberi di alto fusto ai margini del tracciato autostradale. In particolare, il capo d'imputazione indica che il grosso pino, che presentava già da tempo segnali di cedimento, non era stato sottoposto ad adeguati controlli e fuoriesce tra le cause della tragica caduta che il 9 ottobre precipitò sull'auto guidata dal medico.

L'avvocato Fabio ha dichiarato che da allora la famiglia vive «segnata dal dolore per una tragedia assurda, determinata dalla caduta sulla carreggiata di un albero cresciuto incontrollatamente, non adeguatamente potato, non sottoposto ad effettivo controllo di stabilità e non rimosso nonostante pregresse manifestazioni di pericolo». Il legale ha inoltre richiamato il Codice della strada, secondo cui spettava ai responsabili controllare, mantenere, potare o abbattere l'alberatura pericolosa e adottare misure atte a impedire che un albero instabile costituisse un rischio mortale per gli utenti.

Nel corso dell'udienza il Gup ha disposto il non luogo a procedere perché il fatto non sussiste per uno degli originari sette indagati; per un altro è stata invece ordinata la restituzione degli atti al Pubblico Ministero a causa della nullità della richiesta di rinvio a giudizio conseguente alla mancata esecuzione dell'interrogatorio richiesto. Il Consorzio Autostrade Siciliane figura nel procedimento come responsabile civile.

Il decreto di rinvio a giudizio è stato notificato nel giorno in cui Francesco Maniaci avrebbe compiuto 46 anni; il processo, secondo quanto riferito dagli atti, si aprirà alla vigilia del terzo anniversario dell'incidente. La vicenda rimane al centro dell'attenzione pubblica per le implicazioni sulla manutenzione della rete autostradale e sulla responsabilità degli enti incaricati della sicurezza stradale.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Il Fatto di Messina