Scarcerazione di Alaa Faraj: la Corte d'Appello di Messina dispone la liberazione in attesa di revisione

La Corte ha accolto la richiesta di revisione per il condannato della strage di Ferragosto; udienza fissata per ottobre.

A cura di Redazione
19 maggio 2026 13:42
Scarcerazione di Alaa Faraj: la Corte d'Appello di Messina dispone la liberazione in attesa di revisione -
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La Corte d'Appello di Messina ha disposto la scarcerazione di Alaa Faraj, il trentenne libico precedentemente condannato a trenta anni per la cosiddetta «strage di Ferragosto» del 2015, in cui persero la vita 49 migranti. I giudici hanno accolto la richiesta di revisione del processo avanzata dalla difesa; l'udienza per la revisione è stata fissata per il prossimo ottobre.

La decisione riguarda l'accoglimento della istanza difensiva e ha portato alla sospensione della detenzione cautelare: la difesa sostiene da sempre l'innocenza di Faraj. Si tratta di un provvedimento processuale che anticipa l'esame delle ragioni per cui si chiede la revisione, non di una sentenza di assoluzione.

Dettagli e contesto

I fatti risalgono al 15 agosto 2015, quando Faraj, allora ventenne, lasciò la Libia a bordo di un barcone diretto verso l'Italia. A bordo viaggiavano circa 360 persone; dopo il soccorso furono ritrovati nella stiva i corpi senza vita di 49 migranti, morti per asfissia. Da quel momento è iniziata una lunga vicenda giudiziaria che si è conclusa con la condanna definitiva per concorso in omicidio plurimo e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

Negli ultimi mesi il caso ha suscitato un acceso dibattito pubblico e accademico. Tra le prese di posizione più rilevanti vi sono quelle degli ex presidenti della Corte costituzionale Gustavo Zagrebelsky e Gaetano Silvestri, i quali hanno espresso dubbi sull'impianto accusatorio e sollevato questioni di metodo sul processo.

Faraj ha già scontato undici anni di detenzione nelle carceri siciliane. Lo scorso dicembre il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, gli aveva concesso una grazia parziale, che ha ridotto la pena di 11 anni e 4 mesi consentendo l'accesso a misure alternative alla detenzione.

Originario di Bengasi, Faraj studiava Ingegneria e praticava il calcio prima della partenza insieme a due amici con l'obiettivo dichiarato di raggiungere Svizzera o Germania. Nell'autunno scorso ha pubblicato il libro "Perché ero ragazzo", scritto con la docente universitaria Alessandra Sciurba, in cui racconta la propria storia e gli anni trascorsi in carcere.

La fissazione dell'udienza di revisione per ottobre rappresenta il prossimo passo formale di un procedimento che continua a suscitare attenzione per le implicazioni giuridiche e umane. La misura di scarcerazione adottata dalla Corte riflette una valutazione procedurale: toccherà al collegio che esaminerà la revisione determinare se esistono motivi tali da rimettere in discussione la sentenza definitiva del 2015.

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