I Nebrodi puntano al Geopark: dalla due giorni di Raccuja alla sfida UNESCO

Il seminario del 2-3 ottobre rilancia la candidatura del Geoparco dei Nebrodi, con comunità, professionisti e amministrazioni in prima linea.

A cura di Redazione Redazione
05 ottobre 2026 12:35
I Nebrodi puntano al Geopark: dalla due giorni di Raccuja alla sfida UNESCO -
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L'incidente scatenante: due giorni che hanno riacceso un progetto

La due giorni dedicata al Geoparco dei Nebrodi, svoltasi il 2 e 3 ottobre a Raccuja, ha fatto emergere con chiarezza un rinnovato impulso politico e culturale sul territorio. Quell'evento, coorganizzato dall'Ente Parco dei Nebrodi, dalla Società Italiana di Geologia Ambientale e dal Comune di Raccuja, non è stata una semplice passerella: è stata la scintilla che ha trasformato una proposta in un percorso condiviso. La partecipazione di professionisti, Ordini e Collegi e delle comunità locali ha dimostrato che la questione non è solo tecnica, ma profondamente sociale e identitaria.

Il culmine del confronto: competenze, patrimonio e opportunità

Nel seminario del 2 ottobre si è raggiunto il punto più alto del dibattito: interventi qualificati da parte del Dipartimento Regionale dell'Ambiente, dell'Ordine dei Geologi della Sicilia e dell'esperienza del Geopark UNESCO delle Madonie hanno messo in luce la portata internazionale dei geositi dei Nebrodi. È emersa la necessità di mettere a sistema competenze tecniche, piani di governance e strategie di promozione turistica. Il confronto ha reso evidente che la valorizzazione della geodiversità può tradursi in sbocchi occupazionali concreti, sia per figure tecniche sia per operatori turistici e culturali.

La partecipazione dei sindaci di Raccuja e Floresta ha dato un segnale politico forte: il territorio vuole essere protagonista. Allo stesso tempo, l'intervento dell'Ispettorato delle Foreste di Messina ha ricordato l'urgenza di coniugare tutela ambientale e fruizione sostenibile.

Le attività sul campo: dal censimento alla scoperta

La giornata del 3 ottobre, dedicata al censimento dei geositi, ha trasferito il dibattito dalla sala alla pietra viva del territorio. I partecipanti hanno potuto vedere e toccare angoli della catena dei Nebrodi che spesso restano nascosti anche ai più. Questa esperienza pratica ha consolidato la consapevolezza che la candidatura a Geopark non è un esercizio burocratico, ma un progetto di conoscenza territoriale e di cura collettiva.

Verso Roma e oltre: governance e passi concreti

Il Parco dei Nebrodi porterà ora quanto emerso a Roma, alla Giornata Internazionale della Geodiversità, con l'obiettivo di mostrare strategie e risultati già messi in campo. Ma il percorso verso il riconoscimento UNESCO richiede passaggi strutturati: inventario dei geositi, piani di gestione condivisi, formazione di professionalità dedicate e una chiara strategia di sviluppo sostenibile.

Per essere credibile, la candidatura deve dimostrare che il valore scientifico si traduce in benefici per le comunità locali, attraverso occupazione qualificata, turismo compatibile e progetti di educazione ambientale. Questo implica investimenti nella professionalizzazione e una governance che coinvolga in modo reale enti locali, associazioni e comunità.

Una posizione chiara: sostenere ma responsabilizzare

Da editorialisti osservatori del territorio, siamo favorevoli a che i Nebrodi perseguano il riconoscimento come Geopark UNESCO: la loro identità geologica, culturale e storica lo giustifica. Tuttavia, sostenere il progetto significa anche porre condizioni: il processo non può essere usato come pretesto per un turismo predatorio o per interventi infrastrutturali avventati. Serve una roadmap che contempli tutela, fruizione guidata e ritorno diretto alle comunità che custodiscono questo patrimonio.

In pratica, la sfida è duplice: consolidare una governance trasparente e partecipata e tradurre il valore dei geositi in opportunità sostenibili di sviluppo locale. Se queste condizioni saranno perseguite, la candidatura potrà trasformarsi da ambizione istituzionale a reale leva di rilancio per i Nebrodi.

Il prossimo atto: costruire con il territorio

Le parole del Presidente del Parco e del Vice Presidente SIGEA sintetizzano la posta in gioco: il progetto va costruito con il territorio, non sopra di esso. Nei prossimi mesi sarà decisivo il lavoro di coordinamento tra enti, il coinvolgimento delle scuole, la formazione di guide e tecnici e la definizione di percorsi turistici che rispettino paesaggi e comunità. Solo così il patrimonio geologico dei Nebrodi potrà essere tutelato, conosciuto e valorizzato in modo sostenibile, con ricadute positive per la cultura e l'economia locale.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 05 ottobre 2026

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