Castelmola: il borgo che domina Taormina e custodisce qualcosa di proibito

Castelmola, gioiello messinese, tra castello normanno, vino all'albicocca e tradizioni medievali strapiombanti sul Jonio. Storie di nobili, carceri rupestri e sagre etnee.

23 febbraio 2026 18:00
Castelmola: il borgo che domina Taormina e custodisce qualcosa di proibito - Foto: Simone Tinella/Wikipedia
Foto: Simone Tinella/Wikipedia
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Un nido d'aquila sul mar Jonio

Arrivando a Castelmola, quel borgo aggrappato a 529 metri sulla rocca peloritana, vi coglie subito la sensazione di essere sospesi tra cielo e terra: da qui Taormina è ai vostri piedi, l'Etna fuma in lontananza e il golfo di Naxos si stende come un mosaico azzurro. Fondato dagli Arabi come qalat al-maula – castello della signora – fu rifatto normanno nel XI secolo da Ruggero I, con mura ciclopiche che cingono vicoli strettissimi dove a malapena passa un mulo. Il castello, ridotto a ruderi panoramici, nasconde prigioni rupestri scavate nella roccia viva, dove si dice che nobili ribelli languirono secoli fa, tra echi di catene e vento che fischia dalle feritoie. Non è solo panorama – è un luogo dove la storia si sente nel passo, tra portali ogivali e scalinate che salgono verso il belvedere di Piazza Sant'Antonio.​

Vino di mandorle e osterie secolari

Sedetevi in una delle osterie storiche come San Pancrazio, con vista mozzafiato, e ordinate il vino all'albicocca – non un liquore qualunque, ma un elisir locale nato da mandorle tostate, scorze d'arancia e vino cotto, servito caldo o freddo come digestivo proibito. La leggenda vuole che nacque per errore da un cuoco ubriaco che confuse mandorle con albicocche, ma qui è tradizione da generazioni, offerto agli ospiti come segno di benvenuto nei matrimoni o sagre. Bar Caffè San Giorgio, tra i più antichi d'Italia dal 1824, versa ancora caffè all'albicocca in tazze antiche, mentre il Bar Turrisi – eccentrico con falli di ceramica ovunque – celebra Dioniso con granite etnee e granite di mandorla che rinfrescano l'estate torrida.​

Sagre e cortei che rivivono il medioevo

In estate, il borgo esplode con la Sagra del Cannolo e Vino d'Albicocca, dove maestri pasticceri sfogliano ricotta fresca davanti a folle di visitatori, accompagnata da musica popolare e fuochi artificiali che illuminano il castello. Ma il cuore è la Festa Medievale di ottobre: figuranti in cotte di maglia e dame con veli ricamano cortei con falconieri e giullari, rievocando la dominazione sveva di Federico II che qui passò nel 1220. La processione del Patrono San Giorgio chiude con il fercolo barocco che ondeggia tra le case, un rito devozionale che mescola sacro e profano, con fuochi e tamburi che riecheggiano fino all'alba.​

Nebrodi vicini e sapori contadini

Castelmola non è isolata: Mojo Alcantara, a due passi, cela tricora bizantine del VI secolo tra oliveti terrazzati, mulini ad acqua arabi e castello di Francavilla con rovine panoramiche. Qui la cultura medievale si assapora nei formaggi di capra e vini etnei, un ponte tra il borgo e i Nebrodi selvaggi.beniculturalidisicilia

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