Messina, sgominata rete di vendita di prodotti contraffatti sui social: 7 misure cautelari

La Guardia di Finanza di Messina esegue 7 provvedimenti per traffico e ricettazione: operazione su una pagina Facebook e gruppo chiuso con oltre 2.200 membri.

23 aprile 2026 09:03
Messina, sgominata rete di vendita di prodotti contraffatti sui social: 7 misure cautelari -
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Messina — Una rete organizzata che vendeva centinaia di prodotti contraffatti direttamente sui social network è stata smantellata oggi a Messina dalla Guardia di Finanza. Su disposizione del Gip, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), sono state eseguite sette misure cautelari: quattro persone sono state portate in carcere, due sono agli arresti domiciliari e per un altro indagato è stato imposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. L’accusa principale è quella di associazione per delinquere finalizzata al commercio di prodotti con marchi contraffatti, contestata insieme alla ricettazione.

Modus operandi e canali utilizzati

L’indagine, condotta dal Gruppo di Messina della Guardia di Finanza, ha ricostruito l’esistenza di un vero e proprio «negozio parallelo» online basato su una pagina Facebook collegata a un gruppo chiuso con oltre 2.200 iscritti. A quanto ricostruito dagli investigatori, i responsabili utilizzavano dirette social per promuovere i prodotti, raccogliendo ordini in tempo reale e garantendo consegne rapide. I clienti potevano ritirare la merce direttamente a casa degli indagati, riceverla a domicilio o tramite spedizione.

L’organizzazione, attiva dal 2022, aveva la propria base operativa nel quartiere Giostra di Messina. Degno di nota è il profilo di alcuni degli indagati: persone già sottoposte ad arresti domiciliari per altri reati che, secondo gli inquirenti, continuavano a sovrintendere l’attività illecita.

Le modalità di offerta erano studiate per ingannare il consumatore: capi d’abbigliamento, accessori e profumi venivano presentati come originali e proposti a prezzi sensibilmente inferiori rispetto al mercato, inducendo i compratori a credere di ottenere prodotti autentici.

Prove e attività investigative Le risultanze probatorie sono state raccolte mediante intercettazioni, pedinamenti, analisi dei conti correnti e sequestri. Gli accertamenti economico-patrimoniali hanno evidenziato flussi di denaro incompatibili con i redditi dichiarati dagli indagati, che risultavano spesso praticamente inesistenti, nonostante sui profili social venisse mostrata un’ostentazione di lusso.

Dopo gli interrogatori preventivi svolti l’8 aprile 2026, il Gip ha convalidato le misure per sette persone e ha riconosciuto invece un ruolo marginale per altri cinque soggetti emersi nell’inchiesta. La Guardia di Finanza sottolinea l’importanza del contrasto alle filiere di contraffazione che, oltre al danno per i consumatori e per i titolari dei marchi, alimentano economie illecite.

Procedura e stato dell’indagine L’indagine resta nella fase preliminare; per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva. Le attività investigative proseguiranno per chiarire ruoli, canali di approvvigionamento della merce contraffatta e l’eventuale estensione territoriale della rete, oltre alla definizione degli aspetti patrimoniali sottoposti a sequestro.

Informazioni aggiuntive rilasciate dagli inquirenti potranno emergere nel corso delle prossime operazioni e udienze, mentre gli sviluppi processuali determineranno eventuali incriminazioni formali e richieste di rinvio a giudizio.

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