Truffa all’Asp di Messina: sequestro preventivo oltre 20 mila euro, due denunciati

La Guardia di Finanza scopre una presunta alterazione delle rendicontazioni per superare il tetto di 73 prestazioni giornaliere.

A cura di Redazione
27 maggio 2026 08:21
Truffa all’Asp di Messina: sequestro preventivo oltre 20 mila euro, due denunciati -
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Messina. La Guardia di Finanza del Gruppo di Messina, su coordinamento della Procura della Repubblica di Messina, ha eseguito un sequestro preventivo per oltre 20.000 euro nei confronti di due persone e dell'associazione da loro amministrata, operante nell'assistenza a persone con disabilità. I responsabili sono stati denunciati per il reato di presunta truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Metodo e ricostruzione

Secondo gli accertamenti svolti dai finanzieri, la convenzione stipulata con l'Asp di Messina prevedeva il rimborso di un massimo di 73 prestazioni ambulatoriali giornaliere. Quando il numero delle sedute superava il limite consentito, il presidente e il vicepresidente dell'associazione avrebbero imposto ai professionisti dipendenti di modificare i fogli firma dei pazienti, attestando falsamente che alcune sedute erano state effettuate in giornate con un numero inferiore di prestazioni. Gli investigatori descrivono il meccanismo come un tentativo di "spalmare" le prestazioni nell'arco del mese per mantenere il diritto al rimborso massimo.

Le indagini hanno ricostruito la rendicontazione alterata delle prestazioni di riabilitazione, evidenziando discrepanze tra i dati contabilizzati e le registrazioni originali. La Guardia di Finanza afferma che il sistema contestato avrebbe permesso all'associazione l'accesso continuativo ai fondi pubblici destinati alla sanità in violazione della convenzione.

L'operazione ha portato alla contestazione formale del reato di truffa aggravata e al sequestro preventivo della somma ritenuta profitto del presunto illecito. Al momento risultano due denunciati e l'associazione è coinvolta come persona giuridica nella misura cautelare patrimoniale.

L'episodio solleva dubbi sulla tutela delle risorse destinate all'assistenza di persone con disabilità e sull'integrità delle procedure di rendicontazione nelle convenzioni pubblico-private. I potenziali riflessi riguardano sia la continuità delle prestazioni sanitarie offerte sia la fiducia degli utenti nei confronti dei soggetti accreditati.

Le indagini della Procura e della Guardia di Finanza proseguono per chiarire le responsabilità, verificare l'entità effettiva del danno erariale e valutare eventuali azioni riparatorie e penali successive. I risultati degli accertamenti determineranno le eventuali richieste di sequestro definitivo, di rinvio a giudizio e le conseguenti misure di responsabilità amministrativa e penale.

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