Papardo chiede aiuto: 2.000 casi psichiatrici l'anno, reparto saturo e personale a rischio

La direttrice Di Blasi chiede un tavolo in Prefettura: 12 posti letto non bastano, aggressioni e fughe mettono in crisi sicurezza e assistenza.

A cura di Redazione
22 maggio 2026 08:20
Papardo chiede aiuto: 2.000 casi psichiatrici l'anno, reparto saturo e personale a rischio -
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Ospedale Papardo in crisi. L'azienda ospedaliera lancia un allarme sanitario, sociale e di ordine pubblico dopo una serie di episodi violenti che hanno coinvolto pazienti psichiatrici, personale medico e strutture del reparto. La direttrice generale Catena Di Blasi ha chiesto la convocazione di un tavolo tecnico in Prefettura per trovare una risposta condivisa tra le aziende sanitarie del territorio.

Numeri e criticità

I dati comunicati dall'azienda parlano chiaro: sono circa 2.000 le assistenze all'anno relative a pazienti con disturbi psichiatrici tra TSO (trattamenti sanitari obbligatori) e accessi in pronto soccorso, una media di tre pazienti al giorno. Il reparto di Psichiatria dispone di 12 posti letto complessivi, ritenuti ormai insufficienti dalla direzione.

Negli ultimi mesi si è registrato un aumento dei casi, che secondo la direzione è in parte correlato all'impatto post-Covid: «i casi sono aumentati esponenzialmente dopo l'emergenza Covid tanto da rendere insufficienti i nostri dodici posti letto», ha spiegato Di Blasi. La stanza destinata ai pazienti più complessi è al momento inagibile, dopo essere stata devastata il 29 aprile da un uomo in forte stato di agitazione: per contenerlo sono intervenuti otto agenti tra polizia e carabinieri.

È inoltre segnalato che l'ospedale gestisce frequentemente cinque TSO al giorno, con arrivi anche dalla provincia: il Papardo, spiegano i vertici, è oggi l'unica struttura che assiste i casi psichiatrici dell'area di Messina e provincia.

Richiesta al prefetto e misure di sicurezza

La direttiva formale di Di Blasi è rivolta alla prefetta Cosima Di Stani: la convocazione di un tavolo tecnico a Palazzo del Governo dovrebbe coinvolgere tutte le aziende sanitarie della città e della provincia per redistribuire i carichi assistenziali e garantire percorsi separati per i pazienti in agitazione. «Al momento siamo gli unici ad assistere chi ha problemi di natura psichiatrica eppure in città e provincia ci sono anche altri ospedali che potrebbero farlo», ha dichiarato la direttrice.

All'interno del Papardo è presente un posto fisso di polizia oltre a vigilanza privata; sono generalmente due gli agenti in servizio contemporaneo, ma spesso queste presenze non bastano e si rende necessario l'intervento delle Volanti. I vertici ospedalieri sottolineano la necessità che il pronto soccorso possa funzionare in sicurezza e che venga garantita un'adeguata assistenza a tutti i pazienti.

Impatto sul personale e responsabilità istituzionali

Medici, infermieri e operatori sanitari hanno denunciato un clima di paura per le ripetute aggressioni e la crescente difficoltà nella gestione di pazienti violenti. La direzione afferma di aver manifestato vicinanza e supporto al personale aggredito, ma ribadisce che da soli non è possibile fronteggiare l'emergenza.

La situazione solleva questioni che riguardano non solo la sanità ma anche la sicurezza pubblica: l'ospedale parla di un problema che richiede un intervento coordinato, sul quale la Regione e l'assessorato alla Sanità sono già stati informati attraverso ripetuti appelli.

Tra gli episodi recenti citati dalla cronaca locale c'è anche la morte del 36enne Giuseppe Augliera, deceduto in ambulanza mentre veniva trasportato all'ospedale di Corleone per un TSO: un fatto che amplifica la gravità delle criticità emerse.

Le autorità locali, a partire dalla Prefettura e dalle aziende sanitarie, sono ora chiamate a valutare misure organizzative e logistiche concrete — dalla redistribuzione dei pazienti alla creazione di percorsi protetti e potenziamento delle forze di polizia ospedaliera — per evitare nuovi episodi e garantire al contempo tutela per gli operatori e adeguata assistenza ai pazienti.

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